Ci sono delle persone che nel silenzio del sonno si svegliano, ma senza aprire totalmente gli occhi. Sono persone che a metà del sogno, si rendono conto di star sognando. Uno stato che molti considerano inquietante che viene chiamato sogno lucido e che per tanto tempo è stato oggetto di studio dei ricercatori che hanno tentato di comprendere il significato ed il funzionamento della coscienza.
Adesso, a dare un contributo molto importante sono stati i ricercatori del Cagatay Demirel del Donders Center for Cognitive Neuroimaging i quali hanno scoperto la prova neurale fino ad ora dimostrata che il sogno lucido è un vero e proprio stato di coscienza distinto.
Questo studio suggerisce come il cervello addormentato potrebbe entrare nella forma di consapevolezza cosciente mai documentata fino ad ora dalle neuroscienze. A parlare è stato Demirel il quale ha diffuso un comunicato stampa.
“Questa ricerca apre le porte a una comprensione più profonda del sogno lucido come stato di coscienza complesso, evidenziando la possibilità che l’esperienza cosciente possa sorgere dal sonno stesso”, ha aggiunto Demirel. E’ stato spiegato come i sogni lucidi, a differenza della fase Rem, includano al proprio interno la metacognizione, ovvero la consapevolezza di essere in un sogno.
Questa autoconsapevolezza è una caratteristica che ci indica lo stato di coscienza di veglia. Il team ha effettuato il suo studio su un insieme di registrazioni EEG provenienti da oltre 5 laboratori internazionali, coprendo in questo modo 44 episodi di sogno lucido in 26 sognatori esperti.
Sono state confrontate le quattro condizioni, ovvero sonno Rem lucido, sonno Rem non lucido, e veglia rilassata. Inizialmente non sembrava ci fossero delle differenze importanti tra fase Rem e quella non lucida, ma nel momento in cui è stata approfondita la ricerca, stimando la fonte degli segnali EEG nel cervello si è notata una differenza importante.
Il sogno lucido era caratterizzato da una ridotta attività della banda beta nella giunzione temporo-parietale destra che è quell’area del cervello legata all’autopercezione e alla consapevolezza spaziale. Nel contempo, esplosioni di attività della banda gama emergevano nel lobo temporale sinistro che è quell’area che spesso viene associata al linguaggio e all’intuizione. “Questo lavoro offre una prospettiva che potrebbe mettere in discussione la tradizionale visione binaria di sonno e veglia nella ricerca futura“. Queste le parole di Demirel.
