La moda sostenibile è diventata una tematica cruciale nell’odierna società, soprattutto considerando l’impatto ambientale negativo dell’industria della moda tradizionale. Un concetto fondamentale per comprendere e adottare uno stile di vita più eco-friendly è il “cost per wear” (CPW), un parametro cruciale che può guidare le scelte di acquisto in modo sostenibile.
Il CPW rappresenta il rapporto tra il costo di un capo di abbigliamento e il numero di volte che lo si indossa. Questa metrica fornisce una visione chiara dell’efficienza economica e ambientale di un acquisto. Alcuni dati rivelano che l’aumento del 60% negli acquisti di abbigliamento medio per consumatore rispetto a vent’anni fa è in gran parte alimentato dal fast fashion, che contribuisce significativamente all’inquinamento globale.
L’industria della moda attualmente rappresenta il 10% dell’inquinamento globale e si posiziona come il secondo maggior inquinatore al mondo dopo il settore del trasporto aereo. La rapida rotazione delle tendenze e la produzione su larga scala di capi a basso costo hanno creato una cultura dello spreco, con molti articoli che finiscono rapidamente in discarica. Questo ciclo insostenibile ha gravi conseguenze per l’ambiente, inclusi elevati livelli di emissioni di CO2 e l’uso intensivo di risorse come l’acqua.
Il CPW si presenta come una soluzione concreta a questo problema. Calcolare il costo effettivo di un capo in base al suo utilizzo permette ai consumatori di fare scelte informate. Ad esempio, un capo di alta qualità può avere un CPW inferiore rispetto a un capo economico se è indossato più volte. La regola dei “100 wears” suggerisce che un capo deve essere indossato almeno 100 volte per ammortizzare il suo costo, incoraggiando la scelta di abbigliamento più duraturo.
La scelta di materiali sostenibili è un altro aspetto cruciale nella riduzione dell’impatto ambientale della moda. Materiali come le fibre naturali sono spesso più resistenti e meno dannosi per l’ambiente rispetto alle fibre sintetiche, riducendo i danni causati durante i lavaggi in lavatrice. L’orientamento verso brand di moda sostenibile che utilizzano fibre organiche certificate o l’acquisto da botteghe artigianali può sostenere un approccio più responsabile allo shopping.
Inoltre, la consapevolezza del consumatore riguardo alle pratiche etiche delle aziende diventa essenziale. L’acquisto di capi a basso costo spesso implica una produzione in condizioni di lavoro precarie e salari iniqui per i lavoratori. La ricerca di prodotti etici e sostenibili è quindi una parte fondamentale del cambiamento di mentalità verso una moda più responsabile.
L’opzione del riciclo, come l’acquisto di capi vintage o di seconda mano, è una pratica efficace per ridurre la domanda di produzione di nuovi vestiti. Questo non solo contribuisce a un approccio più sostenibile, ma offre anche uno stile distintivo e creativo. Ridurre il consumo e ottimizzare l’utilizzo degli indumenti diventa quindi una strategia chiave per limitare l’impatto ambientale della moda.
Il CPW emerge come uno strumento pratico e accessibile per i consumatori che desiderano contribuire alla moda sostenibile. Questo approccio non solo aiuta a preservare l’ambiente, ma promuove anche uno stile di vita più consapevole e responsabile.
